Prestito d’Onore – Come Richiederlo

Sulla definizione di “prestito”, sulle sue componenti fondamentali, le leggi che ne regolano la struttura del contratto, l’analisi specifica deitassi di interesse, il TAN, il TAEG, la rateizzazione e quant’altro, vi rinvio alle guide espressamente dedicate a questi argomenti.

Date per acquisite queste informazioni fondamentali, vedremo qui in cosa consista questa tipologia specifica di prestito.

I prestiti d’onore sono dei finanziamenti accordati da stato, enti pubblici e dalla comunità europea a chi ha certi requisiti.

Per comprendere sostanzialmente in cosa si differenzia il prestito d’onore dagli altri tipi particolare di prestiti, è necessario riferirsi alla Legge che ne fa riferimento: è la Legge n.608 del 1996, integrata dal Decreto legislativo n.185 del 2000, rivolto alle di piccole imprese, sia in forma individuale, che societaria.
In particolare, il prestito d’onore è finalizzato a favorire delle agevolazioni e dei servizi di assistenza tecnica a tre categorie di imprese:

1)           micro impresa;

2)           lavoro autonomo;

3)           franchising, sia in forma individuale, che societaria.

Le Leggi di riferimento del Prestito d’onore

Il Prestito d’onoreè stato introdotto con la legge n.608 del 1996, per offrire agevolazioni ai giovani che intendono entrare nel mondo dell’imprenditoria costituendo delle imprese. Questa Legge prevede un finanziamento del 60% a fondo perduto, oltre ad un 40% erogato sotto forma di Prestito).

Visto il successo che ha avuto questa forma di prestito, per contrastare la disoccupazione e favorire l’auto – impiego, i governo ha emanato un Decreto legislativo nel 2000, il n.185, che ha previsto lo stanziamento di nuove risorse, indicando le aree geografiche di cui è necessario avere la residenza per potere accedere a questi particolari prestiti: in dettaglio nel par.successivo.

Riguardo gli investimenti ammissibili finalizzati all’erogazione del prestito d’onore per imprese alle quali è rivolto il Prestito d’onore, vi rimando ai paragrafi successivi.

Requisiti minimi per accedere al Prestito d’onore e domanda di richiesta

Riguardo i requisiti minimi che occorre avere per potere accedere aiPrestiti d’onore, rivolti alle agevolazioni per tutte le tipologie di imprese che vedremo nel dettaglio più avanti, l’ambito territoriale è uno di questi.

E’ necessario avere la residenza dal 1° gennaio 2000 o da almeno sei mesi prima della presentazione della domanda, in una nelle seguenti aree:

Calabria, Sicilia, Sardegna, Basilicata, Puglia e Campania; oltre alle seguenti ulteriori regioni in deroga: Molise, Abruzzo, oltre una serie di Comuni nel Nord Italia.
La presentazione delle domande e i moduli da compilare per richiedere il Prestito d’onore sono gestite da “Invitalia”, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, la quale, cito dal suo sito ufficiale, ha precisamente questo obiettivo: “agisce su mandato del Governo per accrescere la competitività del Paese, in particolare del Mezzogiorno, e per sostenere i settori strategici per lo sviluppo. I suoi obiettivi prioritari sono: favorire l’attrazione di investimenti esteri, sostenere l’innovazione e la crescita del sistema produttivo, valorizzare le potenzialità dei territori.”

Occorrono circa 60 giorni di tempo dalla ricezione della domanda per il completamento delle pratiche di esame dei documenti necessari atti a deliberare l’esito del prestito d’onore; e, nel caso di esito positivo, sarà obbligatoria la frequentazione di alcuni seminari informativi organizzati dalle sedi regionali di Invitalia.

Prestito d’onore per creare una piccola impresa

Premettiamo intanto che le “piccole imprese” alle quali si rivolge ilPrestito d’onore sono società semplici, in accomandita semplice (S.a.s.) ed in nome collettivo (S.n.c.): ne sono escluse quelle di capitale (S.r.l., S.p.A.).

I requisiti minimi soggettivi in particolare per questo tipo di imprese riguardano almeno il 50% dei soci, che detengono almeno la metà delle quote di partecipazione della società, che devono avere i seguenti:

–  la maggiore età;

–  essere residenti nel territorio ricadente nelle aree geografiche entro le quali è prevista l’erogazione del prestito (vedi sopra), dal 1° gennaio 2000;

– devono avere almeno sei mesi di disoccupazione almeno sei mesi prima della presentazione della domanda.

Qui, il Prestito d’onore non supererà gli Euro 129.114,00: tale somma sarà ripartita in parte a fondo perduto ed in parte restituito sotto forma di prestito agevolato (con dei tassi di interesseparticolarmente vantaggiosi).

Gli investimenti coperti dal prestito d’onore prevedono l’acquisto di attrezzature, di impianti, macchinari, beni immateriali, ristrutturazione di immobili; oltre a quanto aggiunto dal D.lgs 185/2000: oneri finanziari, prestazioni per servizi e garanzie su beni finanziari, utenze e canoni per immobili.

Prestito d’onore per lavoro autonomo

Questo tipo di Prestito d’onore è rivolto alla creazione di ditte individuali per l’esercizio di attività di lavoro autonomo e/o professionale.

Anche in questo caso è necessario avere i requisiti della residenza e non occupazione da sei mesi prima della richiesta.

Per la creazione di ditte individuali, l’erogazione del prestito prevede una somma massima di Euro 25.823,00, di cui fino al 40% a fondo perduto e il 60% da restituire sotto forma di prestito agevolato.

Gli investimenti ammissibili, secondo le norme dettate dal Decreto legislativo n.185 del 2000, sono:

–       attrezzature, impianti, macchinari, allacciamenti;

–       beni immateriali;

–       ristrutturazione di immobili, sedi delle ditte (fino al 10% degli investimenti possibili).

Per investimenti derivanti da prestito ammontante ad un massimo di Euro 5.165,00 è previsto:
– prestito a tasso agevolato per l’intero importo dell’investimento;
– contributo a fondo perduto, per una somma non superiore ad Euro 5.165,00, per le spese di gestione del primo anno di attività.

Per investimenti derivanti da prestito rientrante tra Euro 5.165,00 ed Euro 25.823,00, sono previsti tre tipi di contributi:
– contributo a fondo perduto pari al 40% del totale dell’investimento
– prestito a tasso agevolato, al 60% del totale dell’investimento;
– contributo a fondo perduto, per una somma non superiore ad Euro 5.165,00, per le spese relative al primo anno di attività della ditta.
Riguardo i requisiti minimi soggettivi, sono identici a quelli del par. sopra (relativi alla maggiore età, residenza e disoccupazione).

Prestito d’onore per il franchising

Questo tipo di Presito d’onore è rivolto a favorire chi vuole aprire una attività in franchising.
Sono ammesse le quote di affiliazione per i seguenti settori produttivi:

–       commercializzazione dei beni;

–       prestazione di servizi.

Sono previsti, come nei due casi di cui sopra, dei contributi a fondo perduto e dei prestiti agevolati, oltre a dei contributi a fondo perduto per coprire le spese del primo anno di attività, che coprano tutte le spese di gestione.
Gli investimenti ammissibili relativi al franchising riguardano:

– attrezzature, impianti, macchinari, allacciamenti;
– beni immateriali ad utilità pluriennale e quote di affiliazione;
– ristrutturazione di immobili (fino al 10% degli investimenti ammissibili).

Oltre a quanto aggiunto dal D.lgs. 185/2000, relativamente alle spese del primo anno di attività:

–       materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, altre spese relativa al processo produttivo;

–       utenze e canone di locazione per gli immobili;

–       oneri finanziari;

prestazioni di garanzie di assicurazione sui beni finanziati.

7. Documenti richiesti per accedere al prestito d’onore

Oltre a tutti i documenti richiesti per qualsiasi altro tipo di prestito, oltre ai requisiti minimi di cui abbiamo scritto al precedente paragrafo 3, per fare domanda di unprestito d’onore occorre avere un “progetto pianificato” di un’attività imprenditoriale.

Le attività svolte dall’impresa possono riguardare tutti i settori compresi nelle categorie della produzione di beni, della fornitura di servizi e del commercio, ad esclusione delle attività relative alla produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e quelle nell’ambito dei trasporti.

Quindi, sintetizzo i documenti personali fondamentali:

–       documenti personali (carta d’identità e codice fiscale);

–       documenti attestanti il reddito, che possono variare a seconda della posizione lavorativa dei richiedenti (busta paga, dichiarazione dei redditi, cedolino pensione, CUD);

–       se è prevista la formula della cessione del quinto dello stipendio, occorrerà anche il benestare del datore di lavoro.

Quelli relativi all’attività sono, tra gli altri:

–       copia delle fatture relative all’acquisto dei beni ammessi al finanziamento;

–       dichiarazione che i beni di cui sopra sono nuovi di fabbrica ed in perfetto stato di funzionalità;

–       copia del contratto di acquisto o affitto dei locali che costituiranno la sede dell’impresa;

–       polizza assicurativa.

Prestito d’onore agli studenti universitari

Esistono anche deiPrestiti d’onoreespressamente dedicai agli studenti universitari: sui Prestiti agli studenti sarà dedicata una guida specifica, ma qui vogliamo accennare a quel tipo di Prestito “Ad Honorem”, in particolare dedicato agli studenti universitari.

Sui dettagli e le informazioni particolari in merito a questo tipo di prestito, occorre rivolgersi direttamente all’Ateneo presso il quale si è iscritti.

Normalmente, il Prestito d’onore agli studenti universitari si rivolge sia agli studenti che si sono distinti per merito (che hanno una certa media nei voti), che a quelli che si trovano in particolari e disagiate condizioni economiche.

In alcuni casi questa forma di prestito viene erogata anche agli ex studenti, che hanno finito un ciclo di studi, quindi che hanno già ottenuto la laurea, e necessitano di denaro per proseguire studi di perfezionamento.