Prestiti per Studenti – Cosa Sono, Come Funzionano e Come Richiederli

Prima di addentrarci nel vivo dell’argomento, non starò ad indicare perché proprio proprio la categoria degli studenti debba ricorrere ad un prestito, poiché le esigenze sono ovvie: il costo dei libri, dei corsi, delle tasse universitarie, dei computer e/o spesso di computer portatili e, per gli studenti “fuori sede” le spese legate alla gestione di un appartamento, anche se spesso condiviso con altri colleghi, oltre alle spese dei trasporti e tutto quanto … no, non è proprio il caso che mi ci soffermi più di tanto.

I prestiti per gli studenti rientrano decisamente nella categoria dei “prestiti finalizzati”: siamo agli opposti dei “prestiti personali”, siamo all’interno della grande categoria definita “credito al consumo”, che comprende quei prestiti che vengono concessi esclusivamente per una precisa destinazione; ossia, il richiedente il prestito deve specificare a cosa gli occorrerà quell’importo che (si augura) gli verrà erogato; nel nostro caso, tutte quelle spese che uno studente deve affrontare.

Più specificatamente, all’interno del “credito al consumo”, i prestiti per studenti appartengono a quei “prestiti atipici”, poiché hanno particolari finalità e richiedono particolari requisiti.

I riferimenti di legge dei prestiti per studenti

I prestiti per studenti sono regolati da una legge ben precisa: la Legge n.390 del 1991 del Codice Civile, dalla quale traggo la seguente citazione (art. 1):

“In attuazione degli articoli 33 e 34 della Costituzione, la legge sul diritto agli studi universitari detta norme per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano l’uguaglianza dei cittadini nell’accesso all’istruzione superiore e, in particolare, per consentire ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi”.

Direi che già due caratteristiche saltano alla luce:

? che è rivolto agli studenti in difficoltà economiche (ovvio);

? che è rivolto agli studenti “meritevoli” (ne parleremo appresso).

La stessa legge, inoltre, prevede che la restituzione del debito derivante da questo tipo di prestito avvenga solo dopo il completamento degli studi, me entro il periodo massimo di 5 anni dal completamento stesso.

Attenzione: considerate, comunque, che siamo sempre dentro la categoria “prestiti”, cioè di prodotti finanziari, che sottostanno alle leggi di mercato: le banche e le società finanziarie richiederanno dall’ipotetico beneficiario, come in tutti i casi nei quali viene valutata la possibilità di concedere un prestito, la capacità che il debito venga restituito.

Come spesso accade, c’è da ricorrere alla figura di un “garante” (che abbia un reddito: la migliore “garanzia” per un istituto: approfondisci in “prestiti fiduciari”).

Il prestito d’onore

Ecco a cosa si riferisce la Legge che regola questo particolare tipo di prestiti, quando allude a studenti “capaci e meritevoli”: il prestito d’onore, che è il più tipico esempio di prestito per studenti, è rivolto proprio a quegli studenti che hanno una certa media nei voti, che rispettano un piano di studi, che sono sempre stati puntuali nel superare gli esami previsti (non hanno “saltato” sessioni d’esame o addirittura sono “fuori corso”).

Il prestito d’onore è erogato, solitamente, sotto forma di una sorta di “reddito” semestrale o annuale effettuato dalla banca o istituto che ha stabilito una convenzione con l’Università. Ma ogni Università ha i suoi modi.

L’Università di ogni città d’Italia prevede l’erogazione di questo tipo di prestiti d’onore, in genere bandendo un concorso annuale: per accedere alla domanda, solitamente è prevista la compilazione di unmodulo presso la segreteria dell’Università alla quale di è iscritti; se la richiesta di prestito viene accettata, è possibile richiederne il rinnovoper l’anno successivo, a patto di avere rispettato delle regole (legate, come si scriveva, alla regolarità di materie superate e alla loro media di voto).

Le condizioni di rimborso del prestito d’onore sono particolarmente vantaggiose e variano notevolmente di città in città (il consiglio è quello di informarsi direttamente presso la segreteria dell’Università di appartenenza o cercare informazioni nel suo sito).

Requisiti e documentazione richiesti

I requisiti richiesti per potere accedere ai prestiti dedicati agli studenti sono leggermente variabili da Università ad Università e spesso variano se la finalità è quella di concedere il prestito ad unostudente universitario che abbia da conseguire la laurea, dallo studenteche la laurea l’ha già conseguita e sta frequentando un corso di specializzazione.

Direi, in generale, che i requisiti richiesti per lo studente universitariosono:

••• l’iscrizione ad una Facoltà universitaria;

••• la cittadinanza italiana (ma non sempre);

••• l’età: non superiore ai 30 anni e, comunque, che rispetti il piano di studi prestabilito.

••• una certa media nei voti delle materie superate.

Per chi, invece, è già laureato e richiede un prestito per affrontare le spese derivanti dalla frequentazione di un corso post- laurea o master, allora l’età massima è più alta e, se esiste un numero chiuso di richiedenti, spesso è previsto il superamento di un test di ingresso.

La documentazione richiesta per accedere alla domanda di unprestito per studenti, solitamente consiste in:

—– documenti d’identità e codice fiscale;

—– certificato di iscrizione e frequenza universitaria (o laurea e iscrizione ad un master);

—– a volte: calcolo dei redditi del nucleo familiare.

Rimborso del prestito

Come accennato sopra, il prestito per studenti è sempre un prestito e non una “borsa di studio” gratuita: è, cioè, un prodotto finanziario; particolare, atipico, con speciali caratteristiche, rivolto ad una categoria particolare di studenti che risponde a certi requisiti, sì, ma resta sempre un prodotto finanziario.

Insomma, una volta erogato il prestito, si ha da restituire il debito.

Le condizioni particolarmente vantaggiose e agevolate delprestito per studenti si riferiscono, appunto, alla sua restituzione: come prevede la legge, il piano di ammortamento ha inizio dopo il compimento della laurea (o master) e prevede una restituzione del debito diluita in diversi anni con importi molto contenuti (il tasso di interesse applicato è particolarmente basso).

Ogni Università, si è detto, ha i suoi modi e tempi e le sue convenzioni con gli istituti finanziari, ma possiamo fare un’ipotesi realistica della restituzione di un debito con rate mensili di importi entro gli Euro 100,00 distribuiti in 8 o 10 anni.

Solitamente sono previste anche delle condizioni “elastiche” nelle modifiche dei contratti: ad esempio, quelle di modificare l’importo delle rate, il tasso di interesse in rapporto con il tempo.